Progetto Educando

Proposte d’intervento per la selezione di progetti socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno.

Mission: Il progetto ha lo scopo di creare i presupposti per realizzare un piano nazionale di attività motoria per
persone con disabilità. Mira a sviluppare le condizioni utili e necessarie affinché sia possibile offrire a persone con disabilità l’opportunità di fruire di attività sportive: siano esse adattate o integrate, ovvero in compresenza sul terreno di gioco di atleti normodotati e disabili.

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Perché abbiamo bisogno di misure speciali per
affrontare il bullismo e il cyberbullismo?
Il cyberbullismo nelle scuole
Intorno alla metà degli anni Novanta sono apparsi nel nostro Paese i primi libri sul
bullismo e le prime misure sperimentali per ridurre il bullismo e la violenza nelle
scuole. Successivamente, nell’ottobre 2006, dopo una serie di episodi di bullismo
amplificati dai media e che hanno provocato forti reazioni emotive nell’opinione
pubblica, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha istituito per la
prima volta in Italia un comitato di lavoro contro il bullismo, cui ha fatto seguito
l’elaborazione di linee guida contro il bullismo e la prima legge nazionale sul bullismo,
sotto forma di Direttiva Ministeriale n. 16 “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello
nazionale per la prevenzione del bullismo”, pubblicata il 5 febbraio 2007. Da allora, nel
corso degli anni sono state proposte ed emanate diverse normative e linee guida per
affrontare la questione, culminate nell’adozione della Legge n. 71 del 29 maggio 2017
sulle “Norme per la tutela dei minori per la prevenzione e la lotta al bullismo”. Negli
ultimi anni sono state stanziate risorse finanziarie e umane per sostenere queste
disposizioni e in ogni scuola è stato istituito un centro di contatto anti-bullismo, dove
vengono svolte attività di prevenzione e sensibilizzazione sul tema.
Tuttavia, nonostante le numerose misure adottate a livello nazionale, le cronache
riportano quasi quotidianamente che gli episodi di bullismo, aggressione e ingiustizia
tra i bambini più grandi in età prescolare sono in aumento. Rispetto al bullismo che
abbiamo iniziato a sperimentare più di 20 anni fa, il cyberbullismo che utilizza i telefoni
cellulari e Internet è una novità. Infatti, l’uso dei social network e delle nuove
tecnologie ha intensificato questo fenomeno.
In Italia si trascorrono in media quattro o cinque ore sui social network. Molti adulti e
minori non spengono mai lo smartphone, il tablet o il computer.
La missione dell’app “___________”, creata dal progetto “shared”, è proprio quella di
utilizzare la tecnologia a fin di bene. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e fornire
informazioni ai giovani in modo coinvolgente, in un linguaggio a loro congeniale,
attraverso i loro smartphone, che sono lo strumento principale di adolescenti e ragazzi.
Il vantaggio di questa app è che traduce il materiale teorico sul cyberbullismo in un
linguaggio adatto ai bambini e garantisce che tutto il materiale sia giocoso, interattivo
e conciso. Inoltre, l’app tiene conto di tutti i tipi di bullismo e cyberbullismo esistenti e
fornisce esempi a cui gli alunni possono fare riferimento.
È chiaro che per sconfiggere questo fenomeno preoccupante è necessario il contributo
di tutti.
Soprattutto, l’APP ha bisogno della collaborazione dei dirigenti scolastici e degli
insegnanti per diffondere il messaggio nelle scuole e agli alunni nelle classi.
Riconosciamo che il problema del bullismo è multiforme. Non è solo un problema di
singoli ragazzi, ma dell’intero sistema educativo e sociale – famiglie, scuole, istituzioni,
sport, terzo settore, media, ecc. L’APP non è la soluzione a questo problema, ma è un
modo nuovo per sensibilizzare i nativi digitali e promuovere una cultura del rispetto nel
sistema scolastico in un ambiente nuovo.
Conoscenza
Impara a conoscere il fenomeno e i meccanismi del bullismo.
Attenzione
Presta attenzione a chi vive un disagio e subisce le prepotenze in classe.
Empatia
Cerca un dialogo, un contatto con chi subisce.
Ascolto
Presta ascolto alle richieste di aiuto, ai consigli di un adulto, a chi ci sta intorno.
Richiesta
Non aver paura di chiedere aiuto. Bisogna informare gli adulti di quanto succede.
Consiglio
Indirizza e accompagna le vittime di bullismo a chiedere aiuto.
Sostegno
Stai vicino a chi subisce le prepotenze. Non lasciarlo solo.
Rete
Costruisci una rete di amici e compagni per sostenere chi è vittima di prepotenze.
Diffusione
Promuovi le iniziative contro bullismo e cyberbullismo nella tua scuola.
Miglioramento
Vuoi che le cose cambino? Impegnati in prima persona e confrontati con gli altri.
Come segnalare con App della Polizia YouPol

L’app della Polizia di Stato
CONTRO BULLISMO E DROGA, DA OGGI PREVEDE NUOVI SERVIZI.
YOUPOL PUO’ AIUTARTI NEI MOMENTI DI DIFFICOLTÀ.
SE SEI VITTIMA O TESTIMONE DI UN EPISODIO DI VIOLENZA DOMESTICA, ORA PUOI SEGNALARLO
SCEGLI IL TIPO DI EPISODIO CHE VUOI SEGNALARE E INSERISCI UNA DESCRIZIONE DELL’ACCADUTO.
IL SISTEMA IN AUTOMATICO RILEVERÀ LA TUA POSIZIONE, MA POTRAI MODIFICARLA, QUALORA NON
COINCIDA CON QUELLA DELLA SEGNALAZIONE.
PUOI ALLEGARE ANCHE UNA FOTO SCATTANDOLA IN TEMPO REALE O PRELEVANDOLA DALLA GALLERIA
IMMAGINI DEL TUO TELEFONO.
AL TERMINE CLICCA SU “INVIA”
Sono vittima di bullismo se …
• Mi prendono in giro ripetutamente.
• Ricevo costantemente insulti e minacce.
• Mi prendono in giro come sono fisicamente.
• Mi picchiano o mi fanno cadere di proposito.
• Ricevo frequenti prepotenze e non so difendermi.
• Mi offendono per la mia religione o per il colore della mia pelle.
• Mi danno soprannomi che mi fanno vergognare.
• Diffondono voci cattive su di me.
• Mi Ignorano o mi voltano le spalle quando mi avvicino.
• Ricevo messaggi o telefonate offensive.
Consigli antibullismo …
• Prova a ignorare provocazioni.
• Cerca di non isolarti.
• Evita di rispondere a molestie offensive: il bullo è sempre in cerca di attenzioni . Se lo ignori tenderà
a desistere.
• Rimani tranquillo e non farti vedere in difficoltà: invierai un segnale di forza a chi ti sta
offendendo.
• “Potresti ripetere per favore ? “ Molti bulli mostrano un coraggio apparente, insultando la vittima di
nascosto. Se gli chiedi di ripetere le offese saranno in forte difficoltà.
• Non avere paura di chiedere Aiuto a qualcuno di cui ti fidi (un genitore un amico un parente
un’insegnante).
• Contatta la polizia in caso di minacce.
Sono vittima di cyberbullismo se…
• Leggo su Internet offese da parte di bulli (conosciuti o anonimi).
• Ricevo atti di umiliazione e prepotenze tramite Internet.
• Pubblicano le mie foto private sui social.
• Ritoccano o modificano una mia foto per umiliarmi in rete.
Consigli anti cyberbullismo
• Controlla bene le impostazioni della privacy per evitare che altri possano accedere ai tuoi dati
personali se non sai come si fa chiedi aiuto a qualcuno di cui ti fidi.
• Non dare mai informazioni personali a chi non conosci.
• Impara a dire di no: Se noti che qualcuno ti sta domandando troppe cose personali , chiediti
sempre perché lo sta facendo e se è opportuno rispondere, se la cosa non ti convince, non sei
obbligato a farlo.
• Non condividere con nessuno le tue password.
• Non inviare foto private via whatsapp Instagram ecc anche se il destinatario è qualcuno che
conosci.
• La tua foto potrebbe fare il giro della scuola in pochissimi minuti senza il tuo controllo.
• Salva i messaggi o i post offensivi su di te ti serviranno in caso di segnalazione.
• Non accettare inviti a incontrare persone sconosciute soltanto online.
• Non sentirti in colpa chiedi aiuto o confidati con qualcuno ?
Ricorda: nel bullismo tradizionale la vittima e il bullo si conoscono invece nel cyberbullismo il potere del
bullo è maggiore perché accresciuto dalla sua invisibilità in rete.
Se vedi un amico in difficoltà …
• Da un semplice scherzo si può passare rapidamente a un problema più serio.
• Se assisti a una serie di offese e prese in giro nei confronti di un amico o di un’amica che conosci
non restare a guardare puoi essergli di grande aiuto per uscire da un vero e proprio incubo.
• Non restare uno spettatore passivo.
• Anche se sei stato tu a scrivere quel posto o a scattare quella foto non diffonderla ma piuttosto
segnalala a qualcuno di cui ti fidi.
• non commentare e non condividere post offensivi nei confronti di un’altra persona altrimenti i
rischi di aumentare l’effetto negativo.
• cerca di parlare con lei o lui spesso chi è vittima di bullismo si vergogna, o si sente in colpa trovare
qualcuno come te disposto ad ascoltare senza giudicare lo aiuterà tantissimo.
• se senti di non sapere cosa fare chiedi aiuto ad un adulto è possibile che il tuo amico o amica non
riesca a farlo da solo, ma se lo fai tu vedrai che un adulto saprà prendersi cura di voi e risolvere la
situazione.
n° Scuola, referente scolastico, canale Whatsapp

video sul bullismo

Il progetto “FERMA BULLI- STOP AI BULLI- HELP KIDS ” è rivolto alla prevenzione sociale del disagio
giovanile, ed in particolare alla lotta contro il fenomeno del bullismo.
Il progetto si concretizza in un gioco App, accattivante e di facile utilizzo da parte di tutti, sensibilizzando i
ragazzi ad un uso corretto dello smartphone e veicolando tematiche connesse all’educazione civica.
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica,
oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate come
bersagli facili o incapaci di difendersi, che tendono a subirlo con rassegnazione e mancanza di autostima.
Un fenomeno che trova sul Web un naturale palcoscenico, dando vita alla sua declinazione “cyber”. L’Italia
è stato il primo paese Europeo ad introdurre la parola cyber bullismo all’interno del proprio ordinamento
grazie alla Legge N. 71 del 2017 che all’articolo 2 lo definisce come “qualunque forma di pressione,
aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione,
acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni,
realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o
più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare
un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in
ridicolo”. I dispositivi digitali come cellulari, computer, e tablet si trasformano, quindi, in pericolosi veicoli
per la condivisione di informazioni negative, oscene o false, come immagini, testi o video che possono
compromettere le informazioni personali della persona vittima dell’attacco e danneggiare la sua
reputazione e autostima.”
Presidi anti-bullismo in meno di una scuola su due
Nonostante l’impegno e le disposizioni normative, manca ancora un sostegno adeguato alle Scuole per
l’attivazione dei presidi anti-bullismo previsti dalla Legge N. 71 del 2017. È ancora sconosciuta, in molte
realtà, la figura del docente referente: solo l’11,5% delle Scuole conosce in maniera approfondita le linee
guida Orientamento 2021 e meno del 50% ha attuato il protocollo di presa in carico delle situazioni di
bullismo e cyber bullismo (Fonte: Studenti.it, 2021).
A completare lo scenario la scarsa informazione delle famiglie e degli studenti sul fenomeno e su come
intervenire, la resistenza delle vittime e dei testimoni a denunciare l’atto di bullismo. E ancora: l’assenza di
modalità sicure per la ricezione delle segnalazioni da parte del referente scolastico – senza dimenticare che
le denunce avvengono ancora attraverso procedure cartacee molto burocratizzate.
Inquadrate il qrcode e vedrete l’app in costruzione
Sito Blog del progetto
https://sites.google.com/view/stempiana/home